Con l'annesso Battistero di San Giovanni, tra i più
importanti edifici altomedioevali della Lombardia, la basilica di San Vincenzo
si erge sul colle di Galliano e fu, per qualche secolo, pieve di Cantù.
Conosciamo la data di consacrazione della chiesa, il 1007, ed
il nome, autorevolissimo, di chi la volle rinnovata nelle strutture murarie ed
affrescata: Ariberto da Intimiano, poi arcivescovo di Milano.
Come si presenta oggi, priva della navatella di destra
distrutta in epoca moderna, è il risultato di riassetti, anche radicali, di
edifici precedenti quella data, a partire, si presume, da un edificio paleocristiano
ed il tono sapientemente rustico del tutto non cancella la preziosità di taluni
particolari, come le finestrelle e le losanghe sul lato sinistro.
Di tutt'altro tono, invece, gli affreschi più antichi,
soprattutto quelli dell'abside, che sono coevi o di poco posteriori alla
consacrazione: qui le tradizioni bizantine ed
ottoniane si dispiegano in modi antichi e raffinati e, al
contempo, severi fino ad adeguarsi, nelle storie dei Santi, alla funzionalità
di tutto l'edificio.
Singolarmente omogenea e complessa, invece, la struttura
architettonica del Battistero di San Giovanni, attiguo alla Basilica.
Non ancora sufficientemente studiato, incerta ne è la
datazione: se esso sia contemporaneo o non piuttosto precedente il riassetto
aribertiano della chiesa.
Comunque gli studiosi sembrano concordi nel rilevarne, per
la particolare pianta cruciforme e per la verticalità dell'impianto
sottolineata dall'impostazione del matroneo e del triburio, l'ascendenza
carolingia, mediata attraverso modelli lombardi.
Il complesso monumentale, già sottoposto a restauri tra
‘800 e ‘900, ha subito negli ultimi decenni un forte degrado indotto
soprattutto dall'umidità.
Per questa ragione sono attualmente in corso nuovi restauri radicali che
consentiranno anche di meglio precisare le vicende storiche ed artistiche dei
due edifici.
LA STORIA
GLI AFFRESCHI
L'ARCHITETTURA
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